Pollutri
Il Comune di Pollutri affonda le proprie radici in un passato antico, con ritrovamenti archeologici che testimoniano la presenza di insediamenti già in epoca pre-romana. Secondo una leggenda, il nome del borgo deriverebbe da un tempio dedicato a Polluce, divinità protettrice dei marinai, simbolo di luce e protezione.
Nel corso dei secoli, il nome del paese è mutato in forme diverse – Politrio, Pollutrum – probabilmente legate all’abbondanza d’acqua del territorio, come suggerisce l’etimologia greca di Polus e Hydros, “molta acqua”. Secondo lo storico Pollidori, nei pressi dell’abitato sorgevano antichi ruderi longobardi e i resti del tempio dedicato a Polluce. I Longobardi, stabilitisi nell’area intorno al VI secolo, contribuirono allo sviluppo del borgo, che già nel 580 d.C. si estendeva fino alla costa adriatica.
Durante il Medioevo, Pollutri fece parte del Regno di Napoli, mantenendo per secoli un ruolo significativo all’interno del sistema feudale fino all’Unità d’Italia. Il borgo conserva ancora oggi un suggestivo centro storico con vicoli, archi in pietra e scorci panoramici che raccontano la sua lunga storia.
Il tessuto economico di Pollutri è saldamente ancorato a una tradizione agricola millenaria, che ha consentito un progressivo innalzamento del tenore di vita. L'agricoltura di pregio è il vero cardine economico del comune, dominato dalla coltivazione di:
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Vigneti: Pollutri è un centro di produzione D.O.C. rinomato per la qualità dei suoi vini, con diverse cantine sociali e aziende biologiche che producono eccellenze come il Montepulciano d'Abruzzo, Pecorino e Trebbiano.
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Oliveti: Vaste distese di ulivi contribuiscono alla produzione di olio extra vergine di oliva di alta qualità.
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Grano: La coltura cerealicola completa il paesaggio e l'economia rurale.
La Riserva Naturale Regionale Bosco di Don Venanzio, situata nei pressi del paese, testimonia l’attenzione della comunità verso la tutela ambientale e la sostenibilità.